Che cosa è successo ad Alt.Net?
Ian Cooper di Codebetter.com si pone questa domanda e cerca di darvi una risposta.
Ma prima di tutto che cosa s’intende per Alt.Net? Jeremy D. Miller, Development Manager in Bayern Software, ne parla in questo modo:
“Cos'è dunque ALT .NET? E per quali aspetti differisce dal già noto e apprezzato .NET? Quali sono i valori che molti avvertono come ignorati e trascurati? Quali sono gli strumenti, le tecniche e le procedure alternativi che i sostenitori di ALT .NET desiderano diffondere?
È utile esporre i principi di fondo a cui si attiene uno sviluppatore ALT .NET:
si tratta di uno sviluppatore che utilizza qualsiasi strumento si dimostri adatto, senza però mai smettere di cercare alternative migliori. Uno degli argomenti comuni affrontato in ALT .NET è stato la necessità di ridurre le distanze tra requisiti, test e codice. Tuttavia esiste ancora materia superflua da eliminare nel modo in cui si sviluppa il software. È necessario uscire dalle abitudini consolidate e saper sfruttare il meglio di tutte le altre community: Open Source, Agile, Java, Ruby. Microsoft o la community .NET non godono di alcun monopolio sullo sviluppo di software di buona qualità. Lo sviluppatore ALT .NET non è mai soddisfatto dello status quo. Ogni cosa può essere sempre più elegante, più flessibile e di migliore qualità.”
Ian Cooper ricorda quante critiche aveva ricevuto ALT .NET ed oggi si domanda se queste critiche non abbiamo trionfato e dove sia finito l’entusiasmo che prima animava la community: "Do not go gently into that good night, rage, rage against the dying of the light" e parla di: “passion for a better software development”. Secondo Cooper bisognerebbe accettare la necessità di un movimento che esprime il desiderio di ribellarsi contro l'ortodossia, in particolare la definisce “Rage Against The Machine”- (la rabbia contro la macchina).
“There's a time when the operation of the machine becomes so odious, makes you so sick at heart, that you can't take part, you can't even passively take part, and you've got to put your bodies on the gears and upon the wheels, upon the levers, upon all the apparatus, and you've got to make it stop!“
Ma perchè il movimento ha effettivamente perso così tanto slancio? Uno dei motivi del declino di ALT.NET, secondo Cooper, potrebbe essere che la gente è venuta a patti con una nuova ortodossia, che consiste in cose come Scrum, TDD, NHibernate. Un altro grande pericolo è stato il fatto che subbentra sempre il bisogno di sentirsi meno soli con le proprie idee e una volta trovate le persone che la pensano allo stesso modo ci si chiude in una sorta di “echo-chamber” per comunicare le une con le altre ignorando tutto il resto, e Twitter è l’ultimo esempio di questo tipo di comportamento. Twitter è un mezzo accettabile per la conversazione, ma non un ottimo veicolo per un dibattito approfondito di idee, è inefficace a spiegare concetti complessi, cè bisogno di scrivere sui blog per rendere i concetti più chiari.
“It's great that snapshot comments have somewhere to go and don't crowd the blogosphere, but we need to continue to blog or write articles about the ideas for clarity.”
Cooper paragona molte idee ALT.NET con il movimento del “Software Craftsmanship“(il software artigianale). In un certo senso il “Software Craftsmanship“ sembra essere la forma più generica del movimento ALT.NET e continua a sostenere che questo non deve appassire, ne essere sostituito da qualcos’altro ma anzi che si integri con movimenti come “Software Craftsmanship“. Il 23 gennaio 2010 si è tenuta in Italia la conferenza UGIALT.Net con lo scopo di diffondere sempre di più la filosofia ALT.NET, che la community definisce: "la ricerca della felicità".
“So I don't think Alt.Net needs wither or be replaced by something else. I think the value in a community that supports those who practice that within the .NET community remains, even if needs to re-invent its passions on a regular basis.”


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